Recensioni anni ’80-’90

1982, Augusta Frisina. Testo catalogo mostra personale Galleria Mattia Preti, Catanzaro

Un artista che, formatosi nell’ambito della cultura neofigurativa, approda all’arte astratta e si proietta nell’informale con l’impeto delle ansie e delle insoddisfatte aspirazioni del nostro tempo, che è alla ricerca incessante di neoindicazioni d’avanguardia, non costituisce una sorpresa. Leggi ancora ...

1983, Emilio Villa- Testo catalogo mostra personale Galleria Porto di Ripetta, Roma

Registriamo, sul registro della spirale cronologica delle inquietudini, delle mutevoli imprese dell’arte pittorica, la nascita appartata e la crescita di giovani artisti che ridiscendono nel vecchio scenario (un po’ antico e un po’ decrepito; Leggi ancora ...

1984, Giuseppe Selvaggi. Testo mostra personale, la ricerca e l'attuale nei quadri di Pino Pingitore. Palazzo della Provincia, Catanzaro

LA RICERCA E L’ATTUALE NEI QUADRI DI PINO PINGITORE.

Di Pino Pingitore non riesco a ricordare il volto, la voce. Buon segno di lui come pittore, perché nell’azione della memoria mi è rimasto invece la girandola di un suo quadro. Una girandola narrante. Leggi ancora ...

1985, Tonino Sicoli. Testo mostra Forme di una pittura senza forma, Palazzo Di Tocco, Catanzaro

FORME DI UNA PITTURA SENZA FORMA

L’arte in Calabria in questi ultimi anni ha trovato un insperato sviluppo che ha senza dubbio riaccorciato le ataviche distanze fra Nord e Sud. La vitalità degli artisti delle nuove generazioni unitamente al diffondersi di iniziative culturali di un certo respiro, ha restituito alla Calabria un ruolo meno marginale anche nell’ambito della cultura artistica nazionale. Leggi ancora ...

1987, Tonino Sicoli. La pittura naturale di Pino Pingitoore, Arte e cronaca, Anno II N. 6

LA PITTURA “NATURALE” DI PINO PINGITORE

La pittura destruttura la forma. Come in una decostruzione verso il livello zero della figura ovvero al limite di un ambito non figurativo, Pino Pingitore si immerge nell’elemento-colore alla ricerca di una condizione magmatica-originaria e totalizzante. Leggi ancora ...

1989, Toti Carpentieri. Testo catalogo mostra personale L'evoluzione dei segni Palazzo della Provincia, Catanzaro

L’EVOLUZIONE DEI SEGNI

In quella infinita, e mai risolta, dialetticità tra forma ed informe si inserisce anche una non sempre facile distinzione del segno dal segnale, e non solo nella ricerca di una rivendicata priorità, ma quant’anche nella determinazione stessa dei contenuti e del loro connaturato percorso. Leggi ancora ...

1990, Teodolinda Coltellaro. Testo mostra Tropea

PINO PINGITORE: LA DIMENSIONE GENERATIVA DEL SEGNO.

L’esigenza di indagare a fondo, fino quasi all’angoscia, la propria fenomenologia espressiva; l’ansia, quasi febbrile, di individuare la qualità più pura delle proprie stratificazioni esperenziali, spoliandole, da soffocanti sovrastrutture convenzionali, consapevole che esse finiscono con lo sminuire, spregiudicandola, l’efficacia comunicativa del proprio linguaggio pittorico: sono indizi della sottile e insistente inquietudine conoscitiva che fermenta l’operatività di Pino Pingitore.Leggi ancora ...

1991, Maurizio Vitiello. Testo mostra personale Attraversamenti memoriali e mutazioni dell'immaginario, Museo Civico, Taverna

Che senso ha dipingere oggi?

Con le nuove tecnologie, elaboratissime e di avanzata predisposizione, sembrerebbe innocua, banale, “segnata” dalla storia delle macchine l’esercitazione pittorica.

Sembrerebbe, appunto!

Ma le esercitazioni come gli esami non finiscono mai.Leggi ancora ...

1992, Teresa Macrì. Testo mostra personale L'opera al nero. Cafè Bagarre, Lamezia Terme (CZ)

L’OPERA AL NERO

 

Il nero come misteriosa ricerca di armonia o come inquieto percorso spirituale. Il nero assoluto, primo stadio del ciclo alchemico o simbolica evidenziazione di riflessione interiore. La sua monocromia seducente permette l’animazione ideale di poliedrici percorsi consentendo di cavalcare qualsiasi sentiero artistico.Leggi ancora ...

1994, Andrea La Porta. Testo catalogo mostra personale Scrigni. Spazio Immagine Arte Contemporanea, Foligno (PG)

SCRIGNI

Le opere più recenti di Pino Pingitore hanno un titolo emblematico: “Scrigni”. L’artista pare voglia custodirvi la memoria più riposta della pittura, i momenti preziosi di una poiesi che non ha mai smarrito la forza spirituale dell’astrazione. Leggi ancora ...

1995, Enrico Mascelloni, dal catalogo della mostra Il rasoio e la spazzola. San Mango d'Aquino (CZ)

IL RASOIO E LA SPAZZOLA

…La ricerca di Pingitore è slittata dalla superfice dipinta all’assemblaggio di tavole povere e visibilmente cariche di vissuto. Leggi ancora ...

1995, Ernesto Lupinacci. Dal catalogo della mostra Sacralità.

SACRALITÀ

… Pino Pingitore, con la sua ultima ricerca materica, tesa ad analizzare la struttura della pittura si avvia verso un’interessante maturazione artistica, solida di equilibrati dosaggi compositivi.Leggi ancora ...

1996, Gianfranco Labrosciano. Testo monografia, Edizioni Gradiva

Più che nelle divergenti possibilità di una cultura informale declinabile all’infinito, Pino Pingitore opera sulla strutturazione linguistica e l’analisi pittorica all’interno di un campo, quello informale, appunto, ma considerato per così dire da sottofondo, non in funzione della rapidità dell’azione o della fulmineità del segno esplorante, ma come oggetto fisico e veicolo che consente di spurgare, purificare e scarnificare fino all’astrazione, fino alla stilizzazione della stessa apparenza di forma e materia.Leggi ancora ...

1996, Gianfranco Labrosciano. Testo mostra personale, Catanzaro S. Elia

PINO PINGITORE

Da un iniziale gestismo segnico, a tensione puramente astratta, fino al rigore formale e compositivo di una pitture “altra” e di contenuto, l’arte di Pingitore si manifesta di tutta evidenza come quella di una ricerca incentrata sui due elementi costanti della luminosità e dell’eleganza.
In entrambi i fattori risalta la componente grafica, che si pone, a mio avviso, come elemento costitutivo, mezzo di attraversamento e di specificazione dell’intera opera.Leggi ancora ...

1996, Gianfranco Labrosciano. Pino Pingitore. La poetica del tempio, Di tutto... un po'. Anno 3 N. 218

PINO PINGITORE. LA POETICA DEL TEMPIO

Il valore dell’opera di Pino Pingitore, pregevole sul piano estetico per il raro equilibrio e la geometrica compostezza di una forma raggiunta sacrificando il segno di un’espressività originata da una calda gestualità di tipo informale, consiste nel provocare una serie di rimandi e di evocazioni suscettibili di accelerazioni progressive tali da rasentare il capolavoro, per l’ardita soluzione costruita all’incrocio dei pali fra rigore formale e pensiero concettuale provocando una sorta di naturale sbandamento e, via via, sentimenti coevi di sorpresa e di stupore.Leggi ancora ...

1997, Claudio Alessandri. Pingitore Pino. Architetture di luce

PINGITORE PINO. ARCHITETTURE DI LUCE

Lo svilupparsi armonico delle ampie campiture alle quali il sapiente cromatismo conferisce liricità, è per Pino Pingitore il naturale evolversi del suo primigenio mondo espressivo fatto di ponderati tratti di una grafica ispirata, eppure ristretto ambito negante una totale espressività legata ad una fantasia propensa a valicare ogni concretezza per perdersi in un mondo liricamente osservato, un tuffo rigenerante al di là del “banale” visibile.Leggi ancora ...

1997, Gianfranco Labrosciano. Pino Pingitore. L'autorità del colore, Economia Catanzarese, Anno XXXV, N.1

PINO PINGITORE, L’AUTORITÀ DEL COLORE

Artista tra i più rappresentativi fra quanti operano nella città di Catanzaro, è più di ogni altro artista “calabrese”, essendo riuscito, con la sua opera, a coniugare felicemente i valori attuali dell’opera contemporanea con quelli storici e ideali del territorio di appartenenza.Leggi ancora ...

1998, Aldo Gerbino. Disagi e minimali bagliori, Oggi Sicilia, Anno III, n. 51

DISAGI E MINIMALI BAGLIORI

Non sappiamo fino a che punto la terrestre identità di identità di Pino Pingitore sia continuamente oggetto di verifica o di possibile filtrazione. Ma appare evidente come il suo processo di maturazione estetica venga ad essere plasmato attraverso una partecipe e critica tensione emotiva. Leggi ancora ...

1998, Gianfranco Labrosciano. Testo mostra personale Galleria Le stanze del tempo, Lamezia Terme (CZ)

PINO PINGITORE

La produzione artistica di Pino Pingitore corre sul filo di una linea di demarcazione sottile fra un’idea di pittura puramente retinica, visiva e tattile, e una pittura di significazione, squisitamente concettuale, affidata a una bellezza non olfattiva ma alla qualità del pensiero. Leggi ancora ...

1998, Nino Campo. Pino Pingitore. Pennellate di luce, Blu Calabria, Anno III, N. 5

PINO PINGITORE, PENNELLATE DI LUCE

Mettersi un Pingitore dentro casa è un po’ come ascoltare per la prima volta un brano di musica jazz. Là per là non lo capisci, non riesci ad afferrarne il refrain, ad individuare la sequenza teorica. Poi però, piano piano il ritmo ti prende e ti entra, nel cervello prima, e poi magari nel sangue. E non puoi più farne a meno! Così sono le tele di Pino Pingitore, o le rifiuti totalmente o te ne innamori.Leggi ancora ...

1999, Bernardo Mercuri. Dal testo della mostra Guardando da altre finestre, Galleria Imago Mundi, Lamezia Terme (CZ)

GUARDANDO DA ALTRE FINESTRE
…Pino Pingitore opera una sintesi astratta sul doppio binario della materia e del colore, non cercando una reazione dialettica con la soggettività, ma una sorta di oggetto parziale che crea uno scambio diffratto, una sospensione…
Bernardo Mercuri

1999, Lucia Spadano. Segno, Anno XXIV N. 168, giugno

GUARDANDO DA ALTRE FINESTRE
…Questo intersecarsi di prospettive si esprime come sottolineatura dei fattori che ne costituiscono le modalità, anche nel lavoro di Pino Pingitore. La pietra pomice, le funi ed altri materiali che ne compongono la texture partendo da una matrice astratta, aprono verso l’immaginario mitico, ma senza tensione rievocativa, semmai il tutto sembra finalizzato a cogliere la temporalità che è matrice e genesi delle culture che costituiscono il sostrato interpretativa della nostra epoca.
Lucia Spadano

1999, Raffaele Cardamone. Testo mostra personale, Colosimo Arte Contemporanea, Lamezia Terme (CZ)

Stiamo navigando in un mare agitato. Il mare magnum dell’arte figurativa. Dominato da un pensiero ondivago. Più vago che altro, perché l’arte è difficilmente afferrabile e riconducibile a una parola, una frase, un’impressione univoca.Leggi ancora ...